Livelli di inglese: la scala A1–C2 del QCER spiegata
La Redazione · Ultima revisione: 23 luglio 2026
Quando un corso, un bando o un annuncio di lavoro chiede «inglese B2», sta usando il QCER — il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, pubblicato dal Consiglio d'Europa nel 2001 (in inglese CEFR). È una scala a sei gradini, da A1 a C2, che descrive che cosa sai fare con la lingua: non quanti anni l'hai studiata, ma che situazioni riesci a gestire davvero. Vale per tutte le lingue europee, ma è per l'inglese che la incontrerai più spesso.
I sei livelli in una tabella
| Livello | Nome | In pratica sai… |
|---|---|---|
| A1 | Base | presentarti, capire frasi quotidiane semplici, chiedere e dare informazioni elementari |
| A2 | Elementare | cavartela nelle situazioni di routine: spesa, indicazioni, descrizioni semplici del tuo mondo |
| B1 | Intermedio | gestire quasi tutte le situazioni di viaggio, raccontare esperienze, scrivere testi semplici su temi familiari |
| B2 | Intermedio superiore | interagire con scioltezza con chi è madrelingua, seguire riunioni e leggere testi complessi |
| C1 | Avanzato | usare la lingua con flessibilità per studio e lavoro, cogliere impliciti, esprimerti senza cercare le parole |
| C2 | Padronanza | capire praticamente tutto e riformularlo con precisione, anche nelle sfumature |
A1–A2: la base
I livelli A descrivono l'utente «basico». Con un A1 capisci e usi espressioni quotidiane e frasi molto semplici: ti presenti, chiedi dove abita qualcuno, ordini un caffè se il barista è paziente. Con un A2 gestisci gli scambi di routine — fare la spesa, chiedere indicazioni, descrivere in modo semplice la tua famiglia e il tuo lavoro — ma i discorsi lunghi o veloci ti sfuggono. È il livello con cui esce dalla scuola secondaria una parte consistente degli studenti italiani, ed è la base minima per viaggiare senza panico.
B1–B2: l'autonomia
Il salto vero è qui: i livelli B descrivono l'utente «indipendente». Con un B1 te la cavi in quasi tutte le situazioni che capitano viaggiando, capisci il senso di un film o di un articolo su temi familiari e scrivi testi semplici ma coerenti. Con un B2 la conversazione con un madrelingua smette di essere una fatica per entrambi: segui una riunione, argomenti una posizione, leggi un contratto o un paper senza tradurre riga per riga. Non a caso il B2 è la soglia chiesta più spesso: corsi di laurea in inglese, programmi Erasmus, concorsi e posizioni aziendali «con inglese fluente» in genere intendono questo.
C1–C2: la padronanza
I livelli C descrivono l'utente «competente». Il C1 serve dove la lingua è lo strumento di lavoro, non un accessorio: dottorati e master all'estero, docenza, ruoli internazionali in cui scrivi e negozi in inglese tutti i giorni. Il C2 non significa «parlare come un madrelingua» — significa muoversi con precisione in qualunque registro: cogliere l'ironia in un editoriale, riformulare un testo tecnico per un pubblico diverso, scegliere la parola giusta tra dieci quasi giuste. Pochissimi contesti lo richiedono formalmente; molti lo apprezzano.
Quale livello ti serve davvero?
Dipende dall'obiettivo, e conviene verificare sempre il requisito esatto del bando o dell'ente. Alcuni riferimenti ricorrenti: per i visti di lavoro e la naturalizzazione nel Regno Unito si chiede in genere un B1 certificato; per iscriversi a un corso di laurea insegnato in inglese la soglia tipica è il B2; per insegnare inglese o per posizioni accademiche si sale al C1. Ai colloqui, più del livello dichiarato conta reggere dieci minuti di conversazione: un B2 vero batte un C1 scritto solo sul curriculum.
Certificazioni e stima del livello: due cose diverse
Se un requisito è formale, serve una certificazione presso un ente riconosciuto: le più diffuse sono le Cambridge English Qualifications (A2 Key, B1 Preliminary, B2 First, C1 Advanced, C2 Proficiency), l'IELTS (dove, nella corrispondenza ufficiale con il QCER, un punteggio 5,5–6,5 equivale circa a un B2 e 7,0–8,0 a un C1), il TOEFL e gli esami Trinity. I titoli Cambridge non hanno scadenza formale; per IELTS e TOEFL la validità accettata è in genere di due anni.
Se invece vuoi solo sapere dove sei — per scegliere un corso, misurarti prima di un esame, o pura curiosità — basta un placement test onesto. Il nostro test di inglese funziona così: 36 domande dall'A1 al C2, sei per livello, e una stima «a scala» che si ferma dove la scala smette di reggere; il criterio è dichiarato nella pagina sul metodo. Il risultato arriva subito, gratis e senza lasciare l'email — e non è una certificazione: è una bussola.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per salire di un livello?
Le stime più citate (Cambridge English) parlano di 150–200 ore di studio guidato per gradino, e di più man mano che si sale: da B2 a C1 serve in genere più tempo che da A1 ad A2. L'esposizione quotidiana — serie in lingua, letture, conversazione — accorcia i tempi più di qualunque scorciatoia.
Che differenza c'è tra B2 e C1?
Con un B2 lavori in inglese con qualche sforzo e su temi che conosci; con un C1 la lingua diventa flessibile: capisci testi lunghi e impliciti, ti esprimi senza cercare le parole e reggi contesti accademici e professionali complessi.
Le certificazioni scadono?
I titoli Cambridge formalmente no; per IELTS e TOEFL la validità raccomandata — e quella accettata da università e datori di lavoro — è di due anni. Molti enti chiedono comunque un titolo recente, quindi il requisito pratico lo detta chi lo riceve.
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